Visitare i Mitrei di Budapest: Aquincum e il museo
Budapest, la capitale dell'Ungheria che tutti conosciamo come meta turistica, ha una storia sorprendentemente antica. Prima che Buda e Pest diventassero la capitale che conosciamo, a nord del centro storico, sulla riva destra del Danubio sorgeva Aquincum, un importante avamposto romano.
Questa città, che oggi giace in gran parte sotto le moderne strade di Budapest, era un tempo un fiorente centro della vita romana, con un anfiteatro, terme, acquedotti e un complesso sistema di strade. E anche un mitreo.
Viaggio ad Aquincum: un sito archeologico unico
Per immergersi completamente nell'antica Aquincum, è necessario spostarsi dal centro di Budapest. Andarci a piedi richiede parecchio tempo, quindi ci sono due alternative.
La prima sono i mezzi pubblici: Google Maps può aiutarvi a trovare la combinazione più efficace. Io ci sono andato in monopattino, usando Dott.
Il parco archeologico si raggiunge facilmente e non è particolarmente esteso. Per noi italiani, abituati a Pompei e a Roma, il sito non offre granché. Si possono vedere le fondamenta di case, strade e edifici pubblici che un tempo animavano questa importante città romana.
Ricordiamoci che Aquincum era un avamposto che segnava il confine dell'Impero. Era un punto strategico fondamentale per la difesa e per il commercio.

Le sorprese degli scavi:
Gli scavi ad Aquincum hanno portato alla luce reperti incredibili. Una delle scoperte più sorprendenti è stato un organo a canne, un vero e proprio strumento musicale dell'epoca romana, che è stato persino ricostruito.
Oltre a questo, sono state ritrovate le fondamenta di due edifici significativi: un mitreo, luogo di culto dedicato al dio Mitra, e la casa di un pittore.
Quest'ultima, in particolare, offre uno spaccato sulla vita dei cittadini più abbienti, mostrando come erano decorate le loro dimore. È incredibile pensare che questi resti siano ancora visibili oggi, testimoni silenziosi di un passato lontano.
Il Mitreo ricostruito
Veniamo alle dote dolenti. Il mitreo Symphorus di Aquincum è stato "ricostruito". In modo molto fedele ai documenti storici, certo, ma pur sempre ricostruito. Vi troverete quindi a visitare un ambiente molto illuminato (e qui ci allontaniamo da ciò che sappiamo di questo culto, che probabilmente privilegiava le ore notturne, la penombra e la luce incerta delle torce) ma a cui va comunque riconosciuto il merito di tentare di rendere un'esperienza.
Al suo interno, i molti reperti originali, spesso frammentari, sono stati combinati, verrebbe quasi da dire "incastonati", in una ricostruzione moderna. L'insieme può piacere o meno, ovviamente.
Gli altri mitrei
In realtà, gli scavi archeologici hanno permesso di identificare altri luoghi di culto dedicati a Mitra, sempre ad Aquincum. Complessivamente, se ne conterebbero almeno sei: l'ultima scoperta risale al 2023. Si tratta quasi sempre di spazi di cui sono rimaste appena le fondamenta e che vengono identificati come probabili mitrei in base ad alcuni elementi architettonici. Purtroppo, il ritrovamento di statue o dipinti murali è assai raro.
Altre testimonianze di Mitra a Budapest
Il Mitreo di Aquincum non è l'unico luogo di interesse per gli appassionati di Mitra. Come capita in molti luoghi, infatti, i reperti ritrovati ad Aquincum sono stati in buona parte spostati altrove. E alcune chicche si trovano al Museo Nazionale Ungherese: per inciso, si tratta di una tappa quasi obbligata in una vita culturale a Budapest che si rispetti.
In particolare, mi ha colpito la tauroctonia di Szony, una rappresentazione di Mitra che uccide il toro... in bronzo! La trovate in una grande sala sotterranea dedicata al passato romano. Dovete cercare una colonna espositiva in vetro, che contiene diversi reperti di dimensioni medio-piccole. Fate bene attenzione, perché non è enorme e potrebbe sfuggirvi.

A parte un foro, chiaramente uno sfregio, proprio al centro del volto di Mitra, il resto della rappresentazione è in condizioni ottime e si possono riconoscere tutti gli elementi che conosciamo. Il cane, lo scorpione, il serpente, Cautes, Caupetes etc.
Già che siete in questo museo, godetevi anche il tesoro di Seuso: un insieme di argenteria romana, circa 20 chili di oggetti preziosi, tra cui un supporto per bacili che lascia a bocca aperta. È un esempio incredibile di arte e artigianato dell'epoca. Non è l'unica cosa che brilla, c'è anche una corona che proviene da una tomba reale ungherese, un vero pezzo di storia.