L’iconografia mitraica: le rappresentazioni di Mitra
In musei e siti archeologici vediamo Mitra rappresentato in vari modi, ma sono sempre presenti alcuni elementi comuni, che vanno a comporre la cosiddetta "iconografica mitraica".
La tauroctonia: gli animali e i tedofori
Il sacrificio del toro bianco, la tauroctonia, è l’elemento più iconico del culto di Mitra, che è tipicamente rappresentato proprio nell'atto di commettere il sacrificio, mentre impugna il coltello.
Spesso e volentieri, il dio è statoraffigurato con un angolo diagonale e il volto girato verso l'angolo in alto a sinistra della scena.
In ogni caso, è sempre presente il toro che viene sacrificato.La tauroctonia, è il caso di ricordarlo, è una allegoria presente in diverse culture, spesso anche lontane tra di loro.
Per il culto di Mitra, l'uccisione del toro dà origine al mondo e, allo stesso tempo, il suo ripetersi ne garantisce la continuazione. La morte del toro porta infatti fecondità, genera e ri-genera la natura.
Diverse interpretazioni vedono nell'uccisione del toro anche la vittoria del dio, del “bene”, sulle forze del male. L'interpretazione del mitraismo, anche in questo caso, sconta la quantità limitata di fonti di qualità, vista l'opera di rimozione e cancellazione svolta dal cristianesimo nei suoi primi secoli.
Gli altri personaggi
In ogni caso Mitra e il toro non sono mai soli nella scena. Alla tauroctonia partecipano sia personaggi, ne parliamo a breve, sia alcuni animali: il serpente, il cane, lo scorpione e il corvo.
Il cane e il serpente sono spesso raffigurati accanto a Mitra mentre uccide il toro.
Il cane, fedele compagno, aiuta Mitra a condurre il toro nella caverna. Il serpente, invece, si avvolge intorno alla scena, simbolizzando la rinascita e il ciclo della vita.
Lo scorpione cerca di ferire il toro nei suoi punti vitali e nei genitali. Forse un riferimento alla fertilità?
Mitra viene spesso affiancato da due tedofori, due portatori di torcia, che indossano un berretto frigio, copricapo indossato anche da Mitra stesso in molte rappresentazioni. Il primo tedoforo si chiama Cautes e porta la sua fiaccola verso l’alto, il secondo Cautopates e tiene la fiaccola verso il basso.
Cautes e Cautopates, probabilmente, accompagnavano Mitra già nell’antica India e si trattava di due gemelli Veda. Altre interpretazioni li associano alle stelle più e meno luminose del cielo. Ancora, per alcuni ricordano i Dioscuri greco-romani, cui li accomuna il berretto frigio.
In ogni caso, i due tedofori portano una fiaccola, un altro simbolo del mitraismo. La fiaccola porta la luce: non dimentichiamoci che Mitra insegnò i propri misteri al Sole. Le fiaccole sono però orientate in direzioni opposte. Questo può essere interpretato in diversi modi, ad esempio i tedofori possono essere visti come geni dell’alba e del tramonto. Oppure, per estensione, della primavera e dell’autunno. In entrambi i casi, si tratta di punti di “massimo” e “minimo” del sole. Il che ci rimanda, di nuovo, alla ciclicità della vita e delle stagioni.
La Caverna
La caverna è un altro simbolo ricorrente. Mitra, secondo il mito, nasce in una grotta o, comunque, da una pietra.
I Mitrei, non a caso, si trovano proprio in caverne o, comunque, in stanze buie e sotterranee. Questi spazi erano decorati con diversi simboli mitraici: il cappello frigio, il corvo, il cane, lo scorpione, il serpente, i diversi simboli dei gradi iniziatici del mitraismo.
Il Corvo Messaggero
Il corvo è un elemento ricorrente nelle rappresentazioni mitraiche. Nella caverna, il corvo agisce come messaggero tra Mitra e il Sole.
Questo uccello, spesso visto come simbolo di saggezza e conoscenza, porta con sé i segreti del cosmo e li comunica a Mitra, rafforzando il legame tra il dio e il Sole.
Il banchetto
Il banchetto è presente in modo duplice nei riti mitraici: come scena di rappresentazione e come rituale. Il banchetto rituale si riferisce al momento di riconciliazione tra Mitra e il sole, che avviene proprio intorno a una tavola ricoperta di cibo e bevande, simboli di abbondanza e prosperità.
Nell'iconografia, il banchetto è spesso raffigurato con Mitra e Sol seduti a una tavola imbandita. Sullo sfondo, si possono vedere stelle e pianeti, che rappresentano il cielo e l'universo. Il banchetto diventa così uno strumento per mantenere l’ordine e l’armonia nell’universo.
Il banchetto era una parte importante delle celebrazioni mitraiche. Sono stati ritrovati molti resti di animali all’interno dei Mitrei. E le raffigurazioni pittoriche raffigurano spesso pane e frutta.
Il pasto sacro era riservato ai due livelli più alti, il Pater e l’Eliodromus, ma anche gli altri iniziativi potevano partecipare.
L’Acqua
Nel Mitraismo, l'acqua ha un ruolo fondamentale nei riti di purificazione. Secondo il mito, Mitra fece uscire l'acqua da una roccia, scoccando una freccia. Una rappresentazione della capacità del dio di portare vita e abbondanza.
La presenza di una cisterna nei templi mitraici era comune e spesso i mitrei sorgevano nei pressi di una sorgente naturale o artificiale, come una fontana. Questa struttura serviva a raccogliere e conservare l'acqua, utilizzata poi nei vari riti. La cisterna rappresentava anche un simbolo di abbondanza e vita.
L'acqua era vista come un elemento purificatore, essenziale per i rituali sacri, un elemento che associa il Mitraismo a moltissime altre religioni.
Simboli astrologici e cosmici
Mitra è spesso associato a simboli astrologici e cosmici. È stata ritrovata, ad esempio, un'immagine bronzea che lo mostra emergere da un anello zodiacale a forma di uovo. Questo simbolismo suggerisce che Mitra fosse visto come un dio-creatore, simile a Phanes, che emerse dall'uovo cosmico all'inizio del tempo. Una visione supportata anche da vari rilievi e iscrizioni trovate in diverse parti dell'Impero Romano.