Chi era il Dio Mitra

chi era il dio mitra

Mitra era un dio venerato da una antica religione, il Mitraismo, originaria dell’India e che divenne particolarmente popolare nella Repubblica Romana prima e nell’Impero Romano poi. Parliamo, per capirci, del periodo che va dal I secolo dopo Cristo alla diffusione del cristianesimo.

In realtà, la storia del dio Mitra è più complessa. Il Mitra dei romani era infatti diverso da quello indiano. Dobbiamo infatti risalire al 1.400 avanti Cristo per trovare le origini certi del Mitra indiano: nei Veda viene citato Mitra come un Aditya (una “divinità solare”, teniamo sempre presente il simbolo del Sole) legato all’amicizia, ai patti e agli accordi.

Su una tavoletta proprio del XIV secolo avanti Cristo, Mitra viene invocato per “sorvegliare” su un patto stipulato tra gli Ittiti e il regno dei Mitanni.

La storia del dio prosegue e ci porta in Persia. Qui la figura di Mitra diventa il simbolo della luce solare (di nuovo, il riferimento al Sole) che feconda la natura. Le vicende della civiltà persiana la portano in contatto, dopo qualche secondo, proprio con la Repubblica Romana, poi Impero.

Durante le “guerre mitridatiche”, Roma e i suoi eserciti sono impegnati nella regione storica del Ponto, collocabile più o meno vicino all’attuale Armenia. Qui avviene il contatto tra il dio Mitra e la civiltà romana, almeno secondo il più antico reperto al momento disponibile.

Si tratta di uno “stato di servizio” dei soldati romani attivi a Carnuntum, sul Danubio, nella provincia romana della Pannonia Superiore: il sito si trova oggi in Austria. In questo stato di servizio, databile tra l’88 e il 63 avanti Cristo, viene citato Mitra.

Che c’entra Mitra, dio degli accordi e del sole, con uno stato di servizio di militari? Non è chiaro come ma, nella Repubblica Romana e poi nell’Impero, il dio Mitra assume dei tratti diversi. È un giovane guerriero, tipicamente raffigurato nell’atto di sgozzare un vitello. La tauroctonia, cioè l’uccisione del toro, è un elemento assente in India e in Persia. Ed è questo atto che dà origine, secondo questo culto, al nostro mondo.

A Roma, poi, Mitra è una divinità tipicamente maschile, legata ai soldati (in fondo, è sempre stato il dio degli accordi e dei patti, cioè delle alleanze e degli accordi di pace, che influenzano enormemente la vita dei militari).

E viene venerato con un modello “esoterico”: tramite incontri segreti, riservati agli iniziati. Tutti esclusivamente uomini, salvo qualche apertura alle donne, secondo alcune fonti che ho trovato online, negli ultimi decenni di pratica del culto.

Come è nato Mitra

Secondo le leggende, la nascita di Mitra avvenne in modo prodigioso dalla roccia di una caverna, la “pietra genetrix”. Mitra, nel mito, catturò e sacrificò il primo toro vivente, distinguendosi già all'inizio come un'importante divinità

Il sacrificio di questo “toro cosmico” permette di creare tutto l’universo e di garantire al contempo la prosperità e la fertilità della terra. Sempre secondo la somma dei miti riportati, Mitra avrebbe compiuto una serie di prodigi, come salire sul “carro del sole” per insegnare alla stella i propri misteri. O scoccare una freccia su una pietra, da cui avrebbe iniziato a sgorgare dell’acqua.


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In che cosa credevano i fedeli di Mitra

Il culto di Mitra professava l'esistenza dell'anima, che poteva diventare immortale evolvendo e attraversando sette sfere, o livelli, che portavano all'eternità.

Anche per questo, Mitra era popolare tra i soldati ed era noto come un “dio della guerra”, perché i guerrieri lo evocavano prima delle battaglie. Al contempo, era il dio della pace, proprio come in India: sovrintendeva ai contratti e agli accordi, garantiva l'ordine cosmico e la giustizia.

Non c’è da sorprendersi che piacesse tanto ai soldati: poteva essere invocato prima delle battaglie, ma era anche colui che garantiva la pace così faticosamente conquistata. Un simbolo di forza e fratellanza tra i suoi adepti.

Infine, Mitra era anche il “dio del sole nascente”, legato quindi ai cicli delle stagioni: una figura centrale nella vita quotidiana dei fedeli.

Perché sappiamo poco su Mitra

Purtroppo, sappiamo pochissimo di questa religione così affascinante. Il culto di Mitra era una religione misterica, per soli iniziati, che celebravano le loro cerimonie in luoghi nascosti.

I fedeli erano organizzati in gradi, o livelli, e solo quelli ai vertici conoscevano tutti i segreti esoterici della loro fede. Questi "misteri" venivano trasmessi prevalentemente per via orale (non risulta, finora, un libro del mitraismo, anche se probabilmente ne sono esistiti).

Ciò che sappiamo del Mitraismo deriva da fonti romane dell'epoca o successive, che ci descrivono le pratiche e le credenze dei suoi seguaci. Fonti storiche, certo, dobbiamo però tenere conto del pregiudizio dei cristiani contro le religioni pagane: dal 391 d.C., infatti, il Cristianesimo divenne la religione dell'Impero Romano.

I seguaci di Mitra furono, da quella data, costretti a praticare il loro culto di nascosto, perseguitati per la loro fede. Molti mitrei, anche in Italia, furono distrutti, saccheggiati, in alcuni casi convertiti in chiese. Le bellissime statue distrutte, gli affreschi coperti.

Questa è una delle ragioni per cui il mitraismo è, ancora oggi, una religione che affascina e ci riempie di curiosità. Ogni testimonianza che troviamo è sopravvissuta non solo ai secoli, ma anche alla distruzione dei primi cristiani.